Ruja Ignatova, nota come Cryptoqueen, è ricercata per il caso OneCoin ed è ancora nella lista dei 10 principali fuggitivi dell’FBI, con una ricompensa fino a 5 milioni di dollari.
Ci sono nomi che finiscono per rappresentare da soli un intero scandalo. Quello di Ruža Plamenova Ignatova, conosciuta in tutto il mondo come Ruja Ignatova o Cryptoqueen, è uno di questi. Il suo volto compare dal 2022 tra i 10 principali fuggitivi dell’FBI.
Le autorità americane la indicano come una delle figure centrali del caso OneCoin, il progetto presentato per anni come una rivoluzione nel mondo delle criptovalute e poi descritto dagli inquirenti come una gigantesca frode internazionale. Secondo l’FBI, il sistema avrebbe sottratto miliardi di dollari a investitori in tutto il mondo.
Dalla nascita di OneCoin al soprannome di “Cryptoqueen” di Ruža Plamenova Ignatova
Secondo il profilo ufficiale diffuso dall’FBI, Ignatova è nata il 30 maggio 1980 ed è indicata come la fondatrice di OneCoin Ltd., società con sede in Bulgaria che dal 2014 ha promosso una presunta criptovaluta. La sua immagine pubblica era quella di una manager elegante e rassicurante, capace di presentare OneCoin come un’opportunità unica e come una possibile alternativa ai nomi più noti del settore. È proprio da questa immagine di leader carismatica che è nato il soprannome di Cryptoqueen, diventato poi inseparabile dal suo nome.

Per gli investigatori, però, dietro quella narrazione non ci sarebbe mai stata una vera criptovaluta comparabile a quelle tradizionali. L’FBI sostiene che OneCoin sia stata venduta attraverso dichiarazioni false e un sistema di promozione che spingeva gli aderenti a coinvolgere altre persone.
Negli Stati Uniti le accuse nei suoi confronti comprendono cospirazione finalizzata alla frode telematica, frode telematica, cospirazione finalizzata al riciclaggio di denaro, cospirazione finalizzata alla frode in materia di titoli finanziari e frode in materia di titoli finanziari.
La scomparsa nel 2017 e la fuga che continua ancora oggi
Il punto più oscuro della vicenda resta la sua sparizione. L’FBI afferma che Ignatova fu incriminata negli Stati Uniti il 12 ottobre 2017 e che il 25 ottobre 2017 viaggiò da Sofia ad Atene. Da quel momento non sarebbe più comparsa in pubblico. Nel suo identikit ufficiale, l’FBI segnala anche la possibilità che abbia cambiato aspetto, che possa viaggiare con documenti diversi e che possa muoversi con l’aiuto di persone fidate o di personale armato di sicurezza.
La ricompensa per informazioni utili
Negli anni successivi il caso è rimasto aperto. Ignatova è ancora indicata come presente nella lista dei Ten Most Wanted Fugitives dell’FBI, mentre il Dipartimento di Stato americano continua a offrire fino a 5 milioni di dollari per informazioni utili al suo arresto o alla sua condanna.